Mi faccio il libro

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sabato 16 gennaio 2016

I gradi delle subordinate, la proposizione dichiarativa e la prop. interrogativa indiretta ( gennaio 2016 )

I GRADI DELLE SUBORDINATE 

Una proposizione subordinata che dipende direttamente dalla principale si dice di 1° grado, mentre la proposizione che dipende da questa si dirà di secondo grado e così via.

1) Le previsioni meteo dicono / che oggi sarà una brutta giornata  /perché è prevista una perturbazione.  

2) La ragazza era entrata nel negozio / che si trova in via Roma / per acquistare un paio di scarpe.

NO -> Le previsioni dicono perché è prevista una perturbazione. 

SI' ->  La ragazza era entrata nel negozio per acquistare un paio di scarpe. 

Le previsioni meteo dicono: principale/reggente;   
che oggi sarà una brutta giornata: subordinata di primo grado;
perché è prevista una perturbazione: subordinata di secondo grado.

La ragazza era entrata nel negozio: principale/reggente; 
che si trova in via Roma: subordinata di primo grado; 
per acquistare un paio di scarpe: subordinata di primo grado. 



LA PROPOSIZIONE DICHIARATIVA

E' una subordinata che specifica e precisa il significato di una parte della proposizione principale/reggente, solitamente si riferisce al soggetto o al complemento oggetto contenuto nella principale. Spesso tra la principale e la dichiarativa si trovano i due punti, utilizzati in questo caso non per introdurre un elenco, ma per fornire una spiegazione. 

Mi rallegra / che la scuola finirà presto ( SUB. SOGGETTIVA ).
Mi rallegra questo: / che la scuola finirà presto  ( SUB. DICHIARATIVA ). LA DICHIARATIVA SPECIFICA CIO' CHE RIGUARDA IL SOGGETTO DELLA PRINCIPALE. 

Penso / che la notizia sia stata data troppo presto ( SUB. OGGETTIVA )
Penso questo: / che la notizia sia stata data troppo presto ( SUB. DICHIARATIVA ). LA DICHIARATIVA SPECIFICA CIO' CHE RIGUARDA IL COMPLEMENTO OGGETTO  DELLA PRINCIPALE. 

Il contenuto della dichiarativa può essere anticipato nella reggente da un complemento oggetto  espresso da un nome come il pensiero, la certezza, la speranza, l'impressione, l'idea o da un pronome dimostrativo come questo e quello. 

Abbiamo la certezza / che Marco arriverà tardi ( SUB. DICHIARATIVA ). 
Questo apprezzo di te: che faresti di tutto per gli amici ( SUB. DICHIARATIVA ).

FORMA IMPLICITA: ho la possibilità / di tornare in aereo ( SUB. DICHIARATIVA ).



LA PROPOSIZIONE INTERROGATIVA INDIRETTA

" Quando parti? " -> discorso diretto

Dimmi quando parti -> discorso indiretto.

Quando parti: proposizione principale interrogativa.

Dimmi: proposizione principale volitiva; quando parti: prop. subordinata interrogativa indiretta  

La proposizione interrogativa indiretta è una proposizione subordinata che pone una domanda o esprime un dubbio in forma indiretta, cioè in dipendenza da un'altra proposizione.  Nella reggente ci sono verbi che esprimono una domanda come chiedere, domandare, ignorare, dire, pensare, sapere, informarsi, nomi come domanda, questione e dubbio, aggettivi come incerto e perplesso. 


Ci chiediamo / se andare al cinema oggi o domani ( SUB. INT. INDIRETTA implicita ). 
Ci chiediamo / se andiamo al cinema oggi o domani ( SUB. INT. INDIRETTA esplicita ). 
Siamo incerti / se andare al cinema oggi o domani ( SUB. INT. INDIRETTA implicita ). 
La questione è / se andare al cinema oggi o domani ( SUB. INT. INDIRETTA implicita ). 
Ignoro / quale scelta abbia preso ( SUB. INT. INDIRETTA esplicita ). 

Se ci sono due interrogative indirette, la seconda è coordinata alla prima: 

Dimmi / com'è andata la gara ( SUB. INT. INDIR. ) / e quando sei rientrato ( COORD. COPULATIVA ). 









giovedì 10 dicembre 2015

La proposizione subordinata soggettiva e la proposizione subordinata oggettiva ( dicembre 2015 )

Una precisazione sulle proposizioni subordinate. 

Una proposizione subordinata è in forma esplicita se il verbo è al modo indicativo, congiuntivo o condizionale, mentre è in forma implicita se il verbo è al modo infinito, participio e gerundio. 


E' bene / che tu vada a Roma.  " E' bene " è una forma impersonale, quindi questa proposizione principale non ha il soggetto; la subordinata " che tu vada a Roma " costituisce il soggetto della principale pertanto si dice soggettiva.  

Penso / che tu sia sincero. Penso ... che cosa? La subordinata " che tu sia sincero " costituisce il complemento oggetto, perciò è detta oggettiva.




sabato 21 novembre 2015

Le frasi coordinate ( novembre 2015 )

Una proposizione coordinata può essere legata alla principale, non solo tramite una congiunzione coordinante, ma anche attraverso una virgola, due punti o un punto e virgola. Solitamente ha un predicato verbale o nominale che ha lo stesso tempo e modo verbale di quello della principiale. 

Congiunzioni copulative: e, anche, inoltre. 

Congiunzioni disgiuntive: o, oppure, ovvero. 

Congiunzioni avversative: anzi, ma, tuttavia, però. 

Congiunzioni dichiarative/esplicative: cioè, infatti, ossia.

Congiunzioni conclusive: quindi, dunque, perciò. 

Congiunzioni correlative: sia ... sia, e ... e, o ... o, né ... né. 


La coordinazione per asindeto si ha nel caso in cui tra la frase precedente e la coordinata non ci siano congiunzioni, ma solamente una virgola, due punti o un punto e virgola. 

sabato 14 novembre 2015

Le frasi principali ( novembre 2015 )

In base alle intenzioni comunicative e allo scopo di chi scrive, una proposizione principale può essere enunciativa, interrogativa, esclamativa, volitiva, desiderativa e incidentale. 

1 Le enunciative narrano un fatto, espongono una situazione, un’idea, un’opinione, descrivono un ambiente o una persona. 

C’è stato un incidente in autostrada. 
Il tuo dolce è ottimo.
Gli elettroni ruotano intono al nucleo.

2 Le interrogative si riconoscono dal punto interrogativo.

Verresti con me al cinema? 
A che ora apre il negozio?

3 Le esclamative si riconoscono dal punto esclamativo.

Che bel film! 
Quale errore! ( predicato verbale sottinteso: abbiamo commesso )

4 Le proposizioni volitive contengono un ordine o un divieto, non sempre hanno il punto esclamativo.

Stai fermo! 
Non parlare!
Mi faccia vedere patente e libretto. 

5 Le desiderative esprimono al condizionale un desiderio ( la stessa frase all’indicativo suonerebbe come un ordine ) e al congiuntivo un rimpianto o un augurio. 

Vorrei un caffè. 
( Piove forte ) Fossimo rimasti a casa!
Siate sempre orgogliosi di vostro fratello!

La proposizione desiderativa è una frase indipendente, ma spesso è introdotta da una congiunzione o da una locuzione che sottolinea il concetto di desiderio o di augurio. 

Se solo me l’avessi detto! 

6 Le incidentali sono frasi principali che si inseriscono tra il soggetto e il predicato di un’altra principale. Non hanno alcun legame sintattico con l’altra principale. 

Il latte, come tutti sanno ( prop. incidentale ), provoca numerose allergie.
Il latte, che ti ho consigliato ( prop. subordinata, il che pronome relativo ha un legame sintattico con l’altra frase, si riferisce e sostituisce latte ), viene venduto sotto casa mia. 

venerdì 30 ottobre 2015

Proposizione principale, proposizione coordinata e proposizione subordinata ( ottobre 2016 )

La proposizione principale
1 regge le altre proposizioni presenti nel periodo;
2 ha un senso compiuto;
3 può stare da sola;
4 ha un modo finito;
5 non è mai introdotta da una congiunzione, a differenza delle proposizioni coordinate che sono introdotte da una congiunzione coordinante e delle proposizioni subordinate introdotte da una congiunzione subordinante.
La proposizione principale, per le sue caratteristiche, è detta anche reggente e indipendente. 

Una proposizione coordinata da sola ha un senso compiuto e può essere legata alla principale, non solo tramite una congiunzione coordinante, ma anche da una virgola, da due punti e da un punto e virgola. Solitamente ha un predicato verbale o nominale che ha lo stesso tempo e modo verbale di quello della principiale. 

Una proposizione subordinata non può stare da sola e, oltre ad essere introdotta da una congiunzione subordinante o da un pronome relativo, può essere caratterizzata da un predicato verbale costituito da un modo indefinito, ossia da un participio, un infinito o un gerundio. Tempo e modi verbali spesso sono differenti da quelli della proposizione principale. 






martedì 27 ottobre 2015

Un periodo e le proposizioni ( ottobre 2016 )

Un periodo ( o frase complessa ) è compreso tra un punto fermo e quello successivo ( anche un punto interrogativo o esclamativo ) ed è costituito da due o più proposizioni. 

In un periodo ci sono tante proposizioni quanti sono i PREDICATI VERBALI  E NOMINALI. Si ricorda che un verbo fraseologico + preposizione + infinito di un altro verbo e un verbo servile + infinito di un secondo verbo costituiscono un unico predicato verbale.

A differenza della frase complessa, la frase semplice è costituita da un solo predicato.

Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi nacque a Recanati, una piccola città di provincia dell'entroterra marchigiano, il 29 giugno 1798. Sua madre, Adelaide dei marchesi Antici, era nota per la sua esagerata parsimonia, // al punto da rallegrarsi della morte di un figlio neonato, // in prospettiva del risparmio che ne sarebbe derivato. Forse per compensare questa maniacale avarizia, // suo padre, il conte Monaldo, nobile reazionario e intellettuale conservatore, si dedicò // a dissipare la fortuna di famiglia. In compenso accumulò una vastissima biblioteca.


lunedì 27 aprile 2015

Complemento di modo, argomento, vocazione e concessivo ( marzo e aprile 2015 )

Attenzione a non confondere il complemento di modo con altri complementi!



1) Mio figlio studia con un amico. INSIEME A CHI STUDIA? CON CHI STUDIA?

" Con un amico " è un complemento di compagnia.

2) Mio figlio studia con un dizionario. CON CHE COSA? CON QUALE STRUMENTO?

" Con un dizionario " è un complemento di mezzo.

3) Mio figlio studia con diligenza. COME STUDIA? IN CHE MODO STUDIA?

" Con diligenza " è un complemento di modo o maniera, che indica il modo in cui si fa o avviene qualcosa.




Ho un libro di Luca. DI CHI E' IL LIBRO? " Di Luca " è un complemento di specificazione.

Ho un libro di scienze. " Di scienze " non specifica di chi è il libro, ma indica ciò di cui il libro parla o tratta, pertanto è un complemento di argomento.

In biblioteca ho trovato un trattato sull'arte greca. " Sull'arte ": c. di argomento.

Il complemento di argomento può essere retto da DI, SU, INTORNO A, A PROPOSITO DI.



Lucia, puoi prestarmi la penna?

" Lucia " mi serve a richiamare l'attenzione di questa persona, fa capire a chi rivolgo la parola. Si tratta di un complemento di vocazione, separato dal resto della frase per mezzo di una virgola.



Nonostante la pioggia uscì di casa.

" Nonostante la pioggia " è un complemento concessivo, indica qualcuno o qualcosa nonostante cui avviene un fatto. E' retto da NONOSTANTE, MALGRADO, A DISPETTO DI.