Mi faccio il libro
giovedì 30 gennaio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
Un " dopo " che può reggere un sostantivo, può stare da solo o può collegare due frasi ( lezione del 17 gennaio )
Michele e Claudio sono seduti uno accanto all'altro nella loro classe.
Michele, durante una lezione d'italiano, chiede a Claudio: " Mi presti la calcolatrice? "
Claudio potrebbe articolare tre differenti risposte:
1 " Te la presto dopo "
2 " Te la presto dopo la spiegazione "
3 " Te la presto dopo che il professore ha finito la sua spiegazione "
Riflettiamo sull'uso della parola " dopo ":
1 non regge nessun'altra parte del discorso, modifica semplicemente il significato del verbo, è da solo, può essere tolto -> un avverbio;
2 è posto prima di un sostantivo, regge questo sostantivo, non può essere tolto -> una preposizione;
3 collega le due frasi " te la presto dopo " e " il professore ha finito la sua spiegazione " -> una congiunzione.
Proviamo a modificare le tre risposte secondo il genere ( maschile e femminile ) e il numero ( singolare e plurale ).
Ve la prestiamo dopo, te la presto dopo le spiegazioni, noi te la prestiamo dopo che i professori hanno finito le loro spiegazioni.
Avverbi, preposizioni e congiunzioni sono parti del discorso invariabili ( non cambia la vocale finale ), contrariamente a quanto abbiamo verificato con gli articoli, i sostantivi, i verbi, i pronomi e gli aggettivi.
Michele, durante una lezione d'italiano, chiede a Claudio: " Mi presti la calcolatrice? "
Claudio potrebbe articolare tre differenti risposte:
1 " Te la presto dopo "
2 " Te la presto dopo la spiegazione "
3 " Te la presto dopo che il professore ha finito la sua spiegazione "
Riflettiamo sull'uso della parola " dopo ":
1 non regge nessun'altra parte del discorso, modifica semplicemente il significato del verbo, è da solo, può essere tolto -> un avverbio;
2 è posto prima di un sostantivo, regge questo sostantivo, non può essere tolto -> una preposizione;
3 collega le due frasi " te la presto dopo " e " il professore ha finito la sua spiegazione " -> una congiunzione.
Proviamo a modificare le tre risposte secondo il genere ( maschile e femminile ) e il numero ( singolare e plurale ).
Ve la prestiamo dopo, te la presto dopo le spiegazioni, noi te la prestiamo dopo che i professori hanno finito le loro spiegazioni.
Avverbi, preposizioni e congiunzioni sono parti del discorso invariabili ( non cambia la vocale finale ), contrariamente a quanto abbiamo verificato con gli articoli, i sostantivi, i verbi, i pronomi e gli aggettivi.
domenica 29 dicembre 2013
Appunti. I gradi dell’aggettivo qualificativo, i pronomi personali e il pronome relativo ( lezione del 7 gennaio 2014 )
L’aggettivo qualificativo “ alto “
- Bogdan è alto ( viene espressa semplicemente una qualità, l’aggettivo qualificativo è al grado positivo ).
- Bogdan è più alto di Claudio ( una qualità viene messa a confronto tra due persone, l’aggettivo qualificativo è al grado comparativo ).
- Claudio è meno alto di Bogdan ( una qualità viene messa a confronto tra due persone, l’aggettivo qualificativo è al grado comparativo ).
- Bogdan è altissimo ( il soggetto possiede la qualità al massimo grado, l’aggettivo qualificativo è al grado superlativo assoluto )
- Bogdan è il più alto della classe 1^ G ( il soggetto possiede la qualità al massimo grado in relazione a un gruppo, l’aggettivo qualificativo è al grado superlativo relativo ).
Aggettivo qualificativo: grado positivo, grado comparativo ( di maggioranza, di minoranza e di uguaglianza ) e grado superlativo ( assoluto e relativo ).
Felic/issimo, stra/felice e molto felice: superlativi assoluti.
I pronomi personali
La mattina io mi sveglio insieme a te.
“ Io “, “ mi “ e “ te “ si riferiscono a persone, io è il soggetto della frase, mentre te esprime un complemento introdotto da “ insieme a “ e mi introduce un verbo riflessivo.
Io: pronome personale soggetto.
Te: pronome personale complemento.
Mi: pronome personale riflessivo.
Il pronome relativo
Ho comprato quel libro. Mi hai consigliato un libro.
Ho comprato quel libro che ( “ che “ sostituisce “ un libro “ e mette in relazione le due frasi ) mi hai consigliato.
Che = pronome relativo.
Occorre distinguere “ che ” pronome relativo da “ che “ congiunzione. Solo nel primo caso posso sostituire il che con il quale, la quale, le quali, i quali.
Penso che tu sia sportivo ( che: congiunzione ).
sabato 30 novembre 2013
Mentre gli aggettivi aggiungono un'informazione ad un sostantivo, i pronomi sostituiscono un sostantivo, un verbo, un aggettivo o un'intera frase ( lezione del 10 dicembre )
Il tuo libro rosso è su quel tavolo. Alcuni vestiti sono sulle due sedie. Quali jeans vuoi indossare? Quanta fretta!
Individuiamo i sostantivi nei tre suddetti periodi. Ci sono alcune parole che sono accostate ad essi? Che cosa indicano? Quali informazioni ci offrono?
Tuo: indica che il libro è appartiene a te.
Quel: indica che il tavolo è lontano sia da chi parla sia da chi ascolta, quindi la sua posizione.
Alcuni: c'è un certo numero di vestiti, ma non conosciamo la quantità precisa.
Due: indica la quantità precisa delle sedie, il numero.
Quali e quanta: accompagnano due parole introducendo allo stesso tempo una frase interrogativa e una esclamativa.
Tutte le suddette parole aggiungono un'informazione al sostantivo a cui sono accostati, pertanto si definiscono aggettivi, aggiungono un qualcosa che non è indispensabile. Potremmo, per esempio, accontentarci di " il libro è sul tavolo ".
Il tuo libro rosso è su quel tavolo, mentre il mio libro blu è su questo tavolo.
Possiamo notare che nella seconda parte del periodo si ripetono "libro" e "tavolo", ciò risulta fastidioso! Proviamo a sostituire i due termini.
Il tuo libro rosso è su quel tavolo, mentre il mio è su questo.
"Mio" e "questo" sostituiscono "libro" e "tavolo", pertanto si chiamano pronomi, cioè sono al posto del nome.
In classe vengono distribuite le fotocopie contenenti la classificazione degli aggettivi e dei pronomi.
Individuiamo i sostantivi nei tre suddetti periodi. Ci sono alcune parole che sono accostate ad essi? Che cosa indicano? Quali informazioni ci offrono?
Tuo: indica che il libro è appartiene a te.
Quel: indica che il tavolo è lontano sia da chi parla sia da chi ascolta, quindi la sua posizione.
Alcuni: c'è un certo numero di vestiti, ma non conosciamo la quantità precisa.
Due: indica la quantità precisa delle sedie, il numero.
Quali e quanta: accompagnano due parole introducendo allo stesso tempo una frase interrogativa e una esclamativa.
Tutte le suddette parole aggiungono un'informazione al sostantivo a cui sono accostati, pertanto si definiscono aggettivi, aggiungono un qualcosa che non è indispensabile. Potremmo, per esempio, accontentarci di " il libro è sul tavolo ".
Il tuo libro rosso è su quel tavolo, mentre il mio libro blu è su questo tavolo.
Possiamo notare che nella seconda parte del periodo si ripetono "libro" e "tavolo", ciò risulta fastidioso! Proviamo a sostituire i due termini.
Il tuo libro rosso è su quel tavolo, mentre il mio è su questo.
"Mio" e "questo" sostituiscono "libro" e "tavolo", pertanto si chiamano pronomi, cioè sono al posto del nome.
In classe vengono distribuite le fotocopie contenenti la classificazione degli aggettivi e dei pronomi.
lunedì 25 novembre 2013
Riepilogo sui verbi, articoli e sostantivi ( lezione del 25 novembre 2013 )
Verbo transitivo:
a) forma attiva;
b) forma passiva;
c) forma riflessiva propria, apparente, reciproca.
Verbo intransitivo:
a) forma attiva;
b) forma impersonale;
c) intransitivo pronominale.
Finora abbiamo individuato, per l'analisi grammaticale, le caratteristiche di 3 parti variabili di un testo, ossia gli articoli, i sostantivi e dei verbi:
1) articolo determinativo/indeterminativo/partitivo, maschile/femminile, singolare/plurale;
2) nome comune/proprio, individuale/collettivo, primitivo/derivato/alterato/composto, genere e numero;
3) voce del verbo ….., transitivo/intransitivo, forma attiva/passiva/riflessiva propria, apparente, reciproca, intransitivo pronominale /impersonale, 1/2/3 coniugazione regolare o irregolare, tempo …. , modo …... , ….persona, singolare/plurale.
a) forma attiva;
b) forma passiva;
c) forma riflessiva propria, apparente, reciproca.
Verbo intransitivo:
a) forma attiva;
b) forma impersonale;
c) intransitivo pronominale.
Finora abbiamo individuato, per l'analisi grammaticale, le caratteristiche di 3 parti variabili di un testo, ossia gli articoli, i sostantivi e dei verbi:
1) articolo determinativo/indeterminativo/partitivo, maschile/femminile, singolare/plurale;
2) nome comune/proprio, individuale/collettivo, primitivo/derivato/alterato/composto, genere e numero;
3) voce del verbo ….., transitivo/intransitivo, forma attiva/passiva/riflessiva propria, apparente, reciproca, intransitivo pronominale /impersonale, 1/2/3 coniugazione regolare o irregolare, tempo …. , modo …... , ….persona, singolare/plurale.
Quando non c’è il soggetto si tratta di verbi impersonali ( lezione del 26 novembre )
Domani mattina piove, mentre nel pomeriggio c’è il sole e fa caldo. Sembra che la primavera sia già arrivata. E‘ necessario che indossi una giacca più leggera e che abbia un ombrello sempre con me. Si dice che marzo sia pazzarello.
Sottolinea i verbi e cerca di individuare i soggetti che compiono o subisco l’azione.
Piove, fa caldo, sembra, è necessario e si dice:
1 non hanno il soggetto, pertanto sono detti verbi impersonali;
2 sono alla terza persona singolare;
3 non sono seguiti dal complemento oggetto, quindi si tratta di verbi intransitivi.
I verbi privi di soggetto sono intransitivi impersonali e si usano solo alla terza persona singolare.
a ) Verbi che indicano fenomeni atmosferici;
b ) accadere, sembrare, bastare, fare + caldo/freddo, ecc.;
c ) si + 3^ persona singolare: si dice, si vede, ecc.;
d ) è possibile, è utile, è necessario, è bene.
mercoledì 20 novembre 2013
Compio un'azione che allo stesso tempo subisco, forma riflessiva ( 20 novembre 2013 )
La mattina quali azioni compio?
Alle ore 7 mi alzo, poi mi lavo e mi pettino. In cucina bevo il latte con i biscotti. Dopo aver fatto colazione lavo il mio tazzone. Alle 7.30 esco per andare a scuola.
1. Mi lavo.
Chi compie l'azione? Io. Che cosa faccio? Lavo. Chi/che cosa lavo? Lavo me stesso! Quindi compio l'azione, ma allo stesso tempo la subisco.
2. Dopo aver fatto colazione lavo il mio tazzone.
Chi compie l'azione? Io. Che cosa faccio? Lavo. Chi/che cosa lavo? Lavo il tazzone. Compio semplicemente un'azione.
Qual è la differenza tra " lavo" della prima frase e "lavo" della seconda?
Nel primo caso l'azione che compio si riflette su me stesso, inoltre la voce verbale è preceduta da "mi". Io mi lavo -> io lavo me.
I verbi, che indicano un'azione che il soggetto compie su se stesso, cioè si riflette su se stesso, sono detti riflessivi. Si riconoscono facilmente perché sono preceduti dai pronomi riflessivi mi, ti, si, ci, vi.
Consideriamo i seguenti 4 casi in cui ci sono verbi preceduti da pronomi riflessivi.
3 Io mi lavo ( io lavo me stesso, "mi" è un complemento oggetto - chi? che cosa? ).
4 Io mi lavo la faccia ( io lavo la faccia a me stesso, non direttamente me stesso, "mi" è complemento di termine - a chi? a che cosa? - ).
5 In cucina io e mio fratello ci salutiamo ( io e mio fratello ci scambiamo un'azione ).
Consideriamo i seguenti 4 casi in cui ci sono verbi preceduti da pronomi riflessivi.
3 Io mi lavo ( io lavo me stesso, "mi" è un complemento oggetto - chi? che cosa? ).
4 Io mi lavo la faccia ( io lavo la faccia a me stesso, non direttamente me stesso, "mi" è complemento di termine - a chi? a che cosa? - ).
5 In cucina io e mio fratello ci salutiamo ( io e mio fratello ci scambiamo un'azione ).
6 Io mi accorgo di aver versato del latte sul pavimento ( "mi" non sta né per "me stesso" né per "a me stesso", semplicemente è un pronome riflessivo che serve a coniugare il verbo intransitivo "accorgersi" ).
Rileggendo la definizione di verbi riflessivi, tutti i 4 casi sono riflessivi veri e propri?
Solo "mi lavo" della frase n.3 è un verbo riflessivo proprio, gli altri sono riflessivi impropri.
Un verbo può avere la forma attiva, quella passiva e quella riflessiva propria/impropria.
Un verbo riflessivo proprio è transitivo? Sì, "mi" è un complemento oggetto.
Un verbo riflessivo proprio è transitivo? Sì, "mi" è un complemento oggetto.
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